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Riuscire a inserire Chuck Palahniuk in una categoria è un’impresa ardua. Anche partire da ciò che non è, procedendo poi per esclusione, probabilmente non servirebbe a classificare questo straordinario autore. Una cosa sento però di poterla affermare, e cioè che Palahniuk non è uno scrittore di fantascienza, anche se alcune delle cose che ha scritto, e in particolare l’ultimo lavoro, Beautiful You, fanno a pieno titolo parte nel genere.

Quello che risulta subito evidente leggendo i suoi romanzi è la voglia di oltrepassare i limiti, di portare le trame oltre i confini del convenzionale senza timore di sconvolgere il lettore, come in Diary, il cui finale colpisce con la forza di un uragano, o nell’ormai celeberrimo Fight Club, da cui è stato tratto il film con Edward Norton e Brad Pitt.

Un altro aspetto caratteristico dell’opera di Palahniuk è la cura maniacale con cui si documenta prima di affrontare la stesura di un romanzo, un gusto per i dettagli che, da ammiratore di William Gibson quale sono, non posso che apprezzare incondizionatamente. Palahniuk non ha paura di sperimentare, sfidando il lettore a seguirlo su sentieri inesplorati, come in Invisible Monsters, da molti ritenuto il suo capolavoro, in cui la cronologia degli eventi viene frantumata in coloratissimi frammenti che vanno a comporre un ritratto di dolore e alienazione che lascia il segno.   

Nessuno dei suoi romanzi mi ha mai deluso, e spesso, dopo aver girato l’ultima pagina, mi sono trovato a pensare: “Questo tipo è completamente folle!”

La sua follia è quella di cui parlava Jobs nel famoso discorso agli studenti della Stanford University, quella che ti spinge a superare i limiti, a pensare fuori dagli schemi precostituiti.

“Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro.”

Questo brano è il paradigma perfetto dell’opera di Palahniuk. Se durante la lettura i “puntini” possono sembrare disposti in modo casuale o addirittura illogico, il disegno che risulterà dalla loro unione sarà invece perfettamente riconoscibile, anche se quasi certamente inaspettato.

Prima ho affermato che Chuck Palahniuk non è uno scrittore di fantascienza, e lo ribadisco adesso, ma il suo ultimo lavoro, “Beautiful You”, è senza dubbio fantascienza. Fantascienza à la Palahniuk, ovviamente, cioè una storia per palati forti.

Beautiful You

Immaginate che un magnate dell’industria decida di mettere in commercio degli “articoli per signora” molto particolari, tanto efficaci da rendere poco appetibili i normali rapporti sessuali con gli uomini. Non siamo in 50 sfumature di grigio, anche se Cornelius Linus Maxwell potrebbe essere accostato a Christian Grey.

Maxwell è un genio e un visionario. Ha fondato un impero industriale in campo informatico, ma i suoi interessi sono vasti almeno quanto il suo patrimonio. Quello tutti ignorano è che ha passato anni come apprendista di una sacerdotessa del sesso che vive da decenni in cima a una montagna Hymalaiana, e che una volta tornato in patria ha trasfuso nei suoi giocattoli tutti i segreti acquisiti, aggiungendo un tocco personale alla miscela. Prima di lanciare la campagna di marketing, però, vuole essere sicuro che il prodotto sia assolutamente perfetto, conducendo personalmente una serie di test sul campo.

Penny Harrigan è una ragazza comune che si guadagna da vivere servendo caffè in uno studio legale: l’ultima cosa che si aspetterebbe è di essere corteggiata da un uomo come Maxwell, che non si limita a farle assaporare il gusto frizzante del jet set, ma le regala il piacere fisico più intenso che una donna possa desiderare, anche se in modo talmente distaccato da farla sentire una cavia da laboratorio.  

Mentre la loro relazione evolve in modo sempre più inquietante, Penny si chiede perché Maxwell abbia scelto proprio lei, dopo aver frequentato l’attuale Presidentessa degli Stati Uniti, una nobildonna inglese di stirpe reale e un’attrice in procinto di ricevere un premio Oscar. Lei non ha nulla di speciale, se non la sensazione di essere in qualche modo sorvegliata e protetta da tutta la vita.

Ma qualunque curiosità possa avere in merito passa in secondo piano quando, dopo essere stata scaricata da Maxwell esattamente 136 giorni dopo il loro primo incontro, come tutte quelle che l’avevano preceduta, gli articoli Beautiful You irrompono sul mercato, riscuotendo un successo così clamoroso da trasformare in pochi mesi un miliardo di donne occidentali in disperate cacciatrici di batterie di ricambio.

A quel punto Penny si rende conto che i sex toys prodotti dal suo ormai ex amante nascondono assai più di quanto appaia, e che l’obiettivo di Maxwell va molto al di là della semplice conquista del mercato. Mentre il mondo si spegne in un gemito di piacere, Penny realizza di essere l’unica in grado di fermare l’apocalisse sessuale scatenata da Maxwell, ma per farlo dovrà scoprire la verità su se stessa, e sopravvivere.

Beautiful You: mille milioni di mariti stanno per essere rimpiazzati.

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