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Herbert George Wells pubblica a Londra nel 1897 una delle prime opere in cui la scienza incontra la fantasia, il romanzo La guerra dei mondi, nel quale si racconta dell’arrivo sul nostro pianeta di bellicosi extraterrestri, ostili e pronti a farci fuori tutti. Un’idea forse oggi banale, sulla quale però Wells può vantare diritti di primogenitura – scusate se è poco – dando vita al filone fantascientifico delle invasioni aliene.  La trama è tutta qui, poche righe che racchiudono un mondo, anzi due, in conflitto tra loro: terrestri contro marziani, senza esclusioni di colpi. La guerra dei mondi è un libro imprescindibile nella collezione di un appassionato, non solo di fantascienza, ma anche di letteratura in genere.

Era dello stesso parere anche Orson Welles, attore, regista, drammaturgo e produttore statunitense, che prese ispirazione dall’opera del collega per realizzare una delle trasmissioni radiofoniche più famose della storia, adattando per il pubblico delle onde radio l’idea di fondo del romanzo. Era il 30 ottobre 1938 e Welles non si limitò ad una “banale” declamazione attoriale, ma rese tutto più reale, inserendo nella programmazione musicale della CBS (Columbia Broadcasting System), una delle maggiori emittenti statunitensi, una serie di comunicati del tutto simili a quelli trasmessi normalmente dai notiziari della sera. Grazie anche alla partecipazione di molti rumoristi e tecnici che normalmente lavoravano in quest’ambito, ne uscì un racconto molto realistico, della durata di un’ora.

Nel corso della normale programmazione musicale venne inserita anche un’edizione straordinaria del radiogiornale, per annunciare alcune strane esplosioni sul pianeta rosso. Il dado era tratto, i minuti passavano e via via, nuove informazioni giunsero agli ascoltatori, con picchi di pathos notevoli, soprattutto quando venne descritto l’attacco e la capitolazione di New York. Alla fine, la voce di un laconico radioamatore chiudeva la prima parte dello show: «2X2L chiama CQ. C’è qualcuno in linea? C’è qualcuno in linea? C’è… qualcuno?».

Quando la trasmissione riprese, al pubblico venne svelato che in realtà il programma era ambientato nel 1939, un anno dopo: i marziani erano stati sconfitti e… il tutto non era altro che uno scherzetto di Halloween ben congeniato!

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La leggenda narra di una sorta di panico generalizzato, con molti ascoltatori che credettero realmente all’arrivo dei marziani. Non entro nel merito della trovata di Welles: gonfiata o meno che sia, dimostra ancora una volta come i mezzi di comunicazione possano influenzare le masse, con esiti non sempre scontati. Lo stesso Orson Welles descrisse l’effetto suscitato dalla sua trasmissione con queste parole: «Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America».


A distanza di quasi ottant’anni, nel corso del 2016 ho fatto mia l’idea di Orson Welles, realizzando un radiodramma dal titolo La pace dei sensi, andato in onda sulle frequenze di Radio Base Mantova in tre distinte puntate. Perché questa cosa? Da dove nasce? Un passo indietro è necessario e mi porta a Suzzara, in provincia di Mantova, per il Premio Suzzara.

Ideato nel 1948 da Dino Villani, uno dei padri della pubblicità nel nostro paese, con il sostegno del sindaco Tebe Mignoni e dello scrittore, poeta e cineasta Cesare Zavattini, il Premio Suzzara si distingue fin da subito per la composizione della giuria, composta non solo da galleristi, storici e critici d’arte ma anche da un operaio, un impiegato e un contadino, e per il carattere dei premi, costituiti da prodotti della terra oppure delle mani operaie. La forte valenza simbolica stava nell’equiparare il valore dei prodotti del lavoro artistico, che divenivano proprietà del Comune di Suzzara, con quello dei prodotti del lavoro contadino e operaio. Il Premio Suzzara rifletteva un’idea per molti aspetti sorprendente e utopica, secondo la quale l’arte doveva rispondere a un bisogno di bellezza, qualità e poesia comune a tutti gli uomini, di qualunque condizione sociale e livello culturale.

Fedele a questa visione, il 17 settembre 2016 si è svolta la 49° edizione del Premio, ma con modalità di partecipazione degli artisti molto differenti rispetto al passato, al quale è stato dato il nome di NoPlace. La struttura dell’evento ha fatto perno sulla metafora del rizoma: non esiste una singola curatela che segue un’unica direzione lineare, ma più punti d’origine che avviano connessioni in qualsiasi direzione. Bello, vero?

A livello pratico, il rizoma era organizzato in quattro livelli: l’autore che crea l’origine poteva inviare fino ad un massimo di quattro autori. Questi – il secondo livello – potevano a loro volta invitare fino a tre autori, il terzo livello. Quest’ultimi infine potevano coinvolgere fino a due autori ciascuno, chiudendo così la linea generativa. Il processo ha portato oltre 600 artisti ad invadere per una giornata, letteralmente, la cittadina lombarda. Partendo proprio dal concetto di invasione e volendo rimanere nell’alveo della performance e del situazionismo, dopo essere stato “invitato” in ossequio alla regola del rizoma, ho immaginato come gli attori stessi del Premio prendessero possesso delle strade, delle piazze e delle vie del paese, quasi fossero degli invasori extraterrestri.

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Eccomi in versione radiocronista, il 17 settembre a Suzzara
(c) Fotografia di Luana Rigolli

Gli artisti sono, o almeno dovrebbero esserlo, persone non comuni, con una sensibilità maggiore della norma e un’attitudine al bello particolarmente spiccata. Perché quindi non immaginare la loro calata in quel di Suzzara come un momento pacifico, non extraterreno ma extrasensoriale? Si questo assioma si poggia la scelta del nome dato al radiodramma, un omaggio e una rivisitazione in chiave artistico pacifista de La guerra dei mondi. Come in questo caso, la prima puntata si apre segnalando scoppi su Marte e l’arrivo di strani individui sulla terra… il panico non si deve diffondere, La pace dei sensi è in arrivo!

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