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“E se…?”

Ogni storia mai scritta nasce come risposta a questa domanda, e nessun genere letterario l’ha fatta propria come quello fantascientifico, che vive d’immaginazione più di qualsiasi altro.

Ogni volta che un narratore si trova di fronte a una pagina bianca è sempre quello il passo da cui inizia il percorso che, attraverso dubbi e ripensamenti, lo porterà a fissare su carta la sua storia.

Ma cosa succederebbe se ogni opzione trascurata, ogni frase cancellata, invece di sparire per sempre dall’esistenza desse vita a un universo nuovo di zecca nel quale invece è stata scritta?

E se questo avvenisse non solo per le storie, ma per ogni altra possibile scelta?

Avremmo infiniti universi, alcuni tanto simili al nostro da essere praticamente indistinguibili, altri talmente alieni da avere leggi fisiche diverse dalle nostre. Vicini ma distinti come le pagine di un libro. Se si potesse passare dal “nostro” universo a uno degli altri l’esperienza sarebbe straniante, come guardarsi nello specchio deformante di un Luna Park.

Qualunque lettore di fantascienza avrà ormai capito che stiamo parlando di universi paralleli, di dimensioni altre bivi-nel-tempoo di ucronie, nel caso in cui la cui trama si sviluppi interamente in un universo alternativo, tema, quest’ultimo, che ci ha regalato opere come la Svastica sul sole di Philip K. Dick, in cui i nazisti hanno vinto la II guerra mondiale, o Fatherland di Robert Harris, in cui un membro della Kriminalpolizei di un 1964 alternativo, in cui Hitler sta festeggiando il 75º compleanno acclamato dal popolo tedesco, scopre un’orribile verità che non può più essere tenuta nascosta.

Al filone più classico degli universi paralleli appartengono invece la serie della Torre Nera di Stephen King, Gli Universi di Moras di Vittorio Catani, Fuga nei mondi accanto di Philip High o Assurdo Universo di Fredric Brown.

Gli esempi sono moltissimi, troppi per poterne fare un elenco anche solo approssimativo, e non sono limitati alla letteratura. Quest’idea ha “contaminato” molti altri media: gran parte della produzione DC Comics, sia a fumetti che televisiva, per esempio, ha come asse portante il tema degli universi paralleli, come dimostra la seconda stagione di The Flash della CW.

È logico ipotizzare che ognuno degli autori che ha trattato l’argomento sia stato influenzato dai suoi predecessori, in una sorta di reazione a catena, ma qual è stato il punto di origine? Chi ha avuto per primo quest’idea?

Secondo la maggior parte degli storici della fantascienza il primato spetta a Murray Leinster, autore di Bivi nel Tempo (Sideways in Time), pubblicato nel 1934.

Leinster è considerato un decano, forse il decano, della fantascienza. Attivo nel campo fin dal 1919, anno in cui pubblicò il suo primo racconto, Il grattacielo impazzito (The Runaway Skyscraper), in oltre 50 anni di carriera ha prodotto decine di romanzi e una ricca messe di racconti. La sua fantascienza era certamente più ingenua di quella odierna, ma aveva una capacità di suscitare meraviglia che forse oggi è andata perduta.

“Bivi nel tempo” è sense of wonder allo stato puro, un’avventura sorprendentemente moderna che ricorda da vicino i Disaster Movie Hollywoodiani.

Al centro della storia troviamo il prof. Minott, una sorta di mad doctor che, essendo l’unico ad aver compreso gli strani avvenimenti che stanno sconvolgendo il mondo, e mal adattandosi alla vita di una cittadina americana di provincia, decide di tentare l’avventura della vita trascinandosi dietro 7 ignari studenti, 3 uomini e 4 donne, senza premurarsi di spiegare loro cosa li aspetta.

Ha così inizio una folle corsa tra dinosauri carnivori, indiani poco socievoli e coloni romani intenzionati a ridurre in schiavitù i protagonisti, mentre con rapidi stacchi che interrompono la story line principale l’autore ci mostra come il mondo stia reagendo a questa sorta di terremoto dimensionale innescato da un’improbabile anomalia astronomica.

In questa come in altre opere di Leinster le spiegazioni razionali non hanno però molta importanza. Quello che conta è godersi il viaggio e combattere insieme ai nostri eroi per aiutarli a raggiungere il destino di gloria che il professore ha scelto per loro, o in alternativa a riportare a casa la pelle.

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