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Si è soliti pensare che la fantascienza non possa trovare adeguate “quinte” tra i perimetri della nostra Italia, anche se poi basta guardare una qualsiasi libreria di un appassionato tricolore per rendersi conto che così non è. Detto questo, sono del tutto convinto che La Fantarca di Giuseppe Berto sia invece un unicum, nel panorama di genere.

Copertina del libro La Fantarca

Berto, infatti, non solo si cimenta con astronavi e mondi lontani, ma con coraggio ed ironia riesce a parlare di un tema difficile e complesso come la “questione” del Mezzogiorno: anno 2160, i calcolatori decidono che tutti i “terroni” devono sloggiare e raggiungere Saturno. Una soluzione apparentemente felice, visto che sul sesto pianeta possono riprodursi a piacere, senza correre il rischio di diventare pigri, a causa della forte nebbia che ne ricopre la superficie.

Il romanzo è stato scritto nel 1965 e fa specie constatare come da allora i problemi del meridione non siano cambiati poi tanto. Di certo è che l’autore affronta la faccenda con un acume e un’originalità senza precedenti. Forse solo lui, nato in Veneto e poi trasferitosi a Capo Vaticano, in Calabria, poteva riuscirci senza generare polemiche e inutili parole, scrivendo con un linguaggio semplice, comprensibile e leggibile a più livelli: si parla di amore, guerra, tradimenti, ma anche di ideologia, luoghi comuni e filosofia.

La storia comincia un 16 di settembre, quando l’astronave Speranza n.5, novella Arca di Noè e comandata dal capitano Don Ciccio Torchiaro, viene lanciata dall’astroporto di Vibo Valentia verso lo spazio, lasciandosi alle spalle un mondo diviso in due blocchi, politicizzato, molto simile ad una delle distopie raccontate da Aldous Huxley. Sembra la fine, e forse lo è: mentre i “terroni” sono in volo, scoppia una terribile guerra che annienta il genere umano. La prua della Speranza n.5 viene nuovamente indirizzata verso Vibo Valentia, si decide di tornare indietro. Dopo un fortunoso atterraggio rimane per secoli sulla spiaggia… ma questa è un’altra storia 😉

La Fantarca utilizza la fantascienza come mero strumento per scagliarsi contro il progresso tecnologico, gli imperialismi e le ideologie; una satira bonaria che ci parla dei “terroni”, gente allenata a soffrire da un’antica pazienza e incline alle illusioni… Una bella storia, quasi classica, da rileggere e commentare a più di cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione.

Se queste mie parole vi avessero così incuriosito da desiderare di avere il libro nella vostra biblioteca casalinga, suggerisco il piccolo sforzo di cercare la prima edizione del 1965, impreziosita da 11 tavole a china di Herbert Pagani a doppia pagina.

La Fantarca
Autore: Giuseppe Berto
Editore: Rizzoli (BUR)
Isbn-10: 8817077046 | Isbn-13: 9788817077040
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