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Nathan Never 139, Vita Artificiale.  Uno scienziato pazzo costruisce un robot androide, IKE, come una macchina perfetta per uccidere. Indistinguibile dagli umani, il robot ha nel suo database grandi opere letterarie e filosofiche dell’umanità come materiale: “Affinché tu possa attingervi e ricavarne modelli comportamentali… o semplicemente per poter sostenere qualunque tipo di conversazione nell’ambito degli incarichi a te affidati”.

Durante una missione, il robot entra in contatto con una ragazza che, trattandolo/scambiandolo per essere umano, lo spinge “a riflettere sul testo e non semplicemente a richiamarlo dal mio archivio mnemonico”. Durante una rappresentazione de “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Kraus, il robot killer capisce che la guerra è male e che portare la morte non è lecito. Vincolato dalle tre leggi della robotica (ma la prima gli era stata inibita per assolvere alle sue funzioni di Killer), non può ribellarsi agli ordini del suo creatore. Costruisce, quindi, la sua ultima missione in modo fallimentare ed è perciò preso e disattivato.

Io leggo fumetti, ogni tanto mi imbatto in cose molto carine, ma questo numero di Nathan Never mi ha letteralmente spiazzato. Una storia bellissima, mettere Karl Kraus in un fumetto Bonelli, poi: un colpo di genio.

Ai tempi interpretai così la storia:

Lo scienziato pazzo è la società; il robot è l’uomo come la società lo vuole (capace e obbediente); la cultura è il difetto che inceppa il meccanismo. Il robot non può ribellarsi alla società, non può rifiutarsi di eseguire gli ordini (gli ordini sono la necessità del robot, e quindi, in senso lato, le nostre necessità – lavoro, affitto…). Non può nemmeno disattivarsi (suicidio/terza legge). Lo stratagemma sta nel (far) fallire la missione.

Oggi penso all’Etica. Non basta sapere, bisogna riflettere. Forse, un possibile fondamento dell’etica è proprio questa continua riflessione sulle opere dell’uomo. Un etica artificiale, quindi, non fondata una volta per sempre, non calata dall’alto, ma frutto di un lavoro umano e senza fine.

Uscita: 17/12/2002

Soggetto e sceneggiatura: Alberto Ostini
Disegni: Patrizia Mandanici
Copertina: Roberto De Angelis
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