Ha fatto anche cose buone

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IL 2020: UNO SGUARDO ALLA FANTASCIENZA ITALIANA

Se la letteratura di fantascienza continua a subire un’immeritata ghettizzazione, ancora più maltrattata è la fantascienza italiana. Voglio spiegarmi meglio. Il confinamento della fantascienza (fantascienza in quanto tale, secondo un giudizio aprioristico frutto di una cattiva informazione) in una nicchia di narrativa di genere è basato su presupposti superati. La fantascienza include ormai così tanti e così vari “sottogeneri” che molti di quelli che credono di tenersene alla larga hanno di certo già letto e apprezzato a loro insaputa testi ascrivibili alla fantascienza ma provvidenzialmente esposti su altri scaffali. Un opposto ma altrettanto pernicioso pregiudizio affligge coloro che adorano la fantascienza ma credono che non esista altra fantascienza valida al di fuori di quella straniera. Così la fantascienza italiana, assediata su due fronti opposti, percorre il suo cammino tutto in salita, con fatica ma con una così esplosiva carica di entusiasmo e fantasia da far pensare che ce la stia facendo. I segnali già si vedono e fanno sperare bene. Del resto altre letterature di genere, come il giallo e il noir, hanno assistito a una straordinaria affermazione degli autori di casa nostra. Perché non dovrebbe avvenire lo stesso per la fantascienza? Dicevo che i segnali positivi ci sono, e non è retorica. Basti il dato di Urania, la storica collana della Mondadori, che sta dando fiducia agli scrittori italiani. Al Premio Urania, che esiste da tempo per premiare e pubblicare ogni anno un romanzo italiano, si è affiancata da due anni un’altra iniziativa, convintamente voluta dal curatore Franco Forte. Un’antologia estiva (della serie Millemondi) che raccoglie i racconti dei migliori autori italiani. Il fatto che le copie siano andate a esaurimento ci fa dire (con la dovuta cautela) che forse il mercato è pronto. Accanto queste uscite, è bene che il lettore tenga d’occhio il lavoro di tante piccole ma qualificate case editrici che pazientemente e tenacemente propongono un buon numero di titoli italiani accanto a quelli stranieri.

Per non rimanere sul generico voglio fare cenno ad alcune delle principali uscite del 2020, avvalendomi del promemoria offerto dall’opera meritoria dei blogger (un’altra preziosa risorsa) che ci tengono informati.

L’anno è cominciato molto bene con l’uscita di Avrai i miei occhi (Zona 42), piccolo capolavoro di Nicoletta Vallorani, scrittrice nota in diversi campi della narrativa e vincitrice del Premio Urania nel 1992. In questo romanzo, ambientato in una Milano distopica e gravida di oscure suggestioni, si muovono personaggi di grande potenza. È uno dei tanti esempi dello sdoganamento, ormai in atto da tempo, del territorio italiano come teatro di racconti fantascientifici. Una volta una sorta di pudore immotivato (o forse, ahimè, motivato dal pregiudizio dei lettori) vietava agli scrittori italiani di ambientare le storie in luoghi troppo “caserecci”. Un’altra cosa da notare è che ancora una volta la distopia è una carta vincente anche se, come dirò fra poco, non è l’unica. Ne è la riprova il successo di Distòpia, il Millemondi Urania di quest’anno (cui si accennava sopra), un’antologia uscita nel mese di luglio con i racconti di alcuni dei migliori talenti italiani.

Accanto al sottogenere della distopia e agli altri filoni ormai classici (come il cyberpunk, lo steampunk e l’ucronia, solo per citarne alcuni) si sta facendo strada un filone nuovo che è figlio dei tempi: il solarpunk. È un genere che oltre a essere una corrente letteraria si avvicina per alcuni aspetti a un movimento di impegno sociale: si propone infatti di reagire ai disastri ecologici a cui stiamo andando incontro offrendo non una pessimistica rassegnazione, bensì l’esempio di soluzioni possibili. In tutto il mondo sorgono autori interessati a questo aspetto e i nostri scrittori non sono da meno: quest’anno è uscita un’eccellente antologia intitolata Assalto al sole, curata da Franco Ricciardiello.

A proposito di antologie, grande interesse ha suscitato Bicentenario (Delos Digital) a cura di Paolo Aresi, con racconti ispirati ad Asimov e Bradbury: l’idea è nata dal fatto che tutt’e due gli scrittori sono nati cent’anni fa. Gli autori reclutati si sono dunque divisi in due squadre di uguale consistenza per rendere omaggio all’uno o all’altro. Un altro esempio di antologia ispirata ai “maestri” della fantascienza è quella curata da Gianfranco de Turris e ispirata a H.P. Lovecraft: Il ritorno dei Grandi Antichi (Delos Digital) uscita in due volumi.

Le raccolte di racconti, anche quest’anno, nell’ambito della fantascienza italiana (e non solo) hanno rappresentato una parte importante della produzione. Lo noto sempre con piacere, perché ritengo il racconto una forma letteraria unica e insostituibile, e questo è tanto più vero per quanto riguarda la fantascienza. La fantascienza è in gran parte una letteratura di idee, spesso insolite e audaci, ed è importante che l’autore possa a volte spingere ai limiti la propria creatività senza l’obbligo di sviluppare tutti i dettagli conseguenti e di articolare una trama che, per forza di cose, dovrebbe assoggettarsi a classici canoni narrativi che avrebbero, per certi aspetti, un effetto banalizzante.

Fra le uscite di quest’anno spicca Fantatrieste (Kipple Officina Libraria) curata da Roberto Furlani, a riprova del fatto che, come osservavo precedentemente, la fantascienza italiana non esita più a radicarsi nel territorio d’origine.

Sempre in tema di antologie, non posso fare a meno di citare quella curata da Giovanni Mongini, a coronamento di una lunga carriera dedita alla fantascienza in veste di scrittore, esperto di cinema e divulgatore. In realtà più che di coronamento parlerei di una tappa, perché Mongini è in piena attività ed è una fucina di progetti sempre nuovi, ma I miei compagni di viaggio (Edizioni Scudo) è un percorso nella memoria, un abbraccio a tutti i colleghi e amici con cui ha condiviso un pezzo di strada.

Mondi paralleli (Delos Digital) curata da Carmine Treanni, è una selezione che raccoglie il meglio della fantascienza indipendente del 2019, mentre in Rapporti dal domani (Delos Digital), uscita giusto il 20 dicembre, Gian Filippo Pizzo cura i racconti per imparare ad amare la fantascienza e si rivolge anche a chi non ha mai affrontato seriamente la lettura di questo genere.

Una menzione a parte meritano i premi letterari che hanno decretato nel 2020 i loro vincitori. Qui si richiede una premessa: i premi letterari riservati agli inediti sono tutt’altro che delle fiere delle vanità come alcuni pensano. Al contrario, hanno una funzione di grande importanza nel far emergere e portare alla pubblicazione gli autori, specie quelli esordienti, che altrimenti avrebbero difficoltà a proporre i loro testi, anche se validi. Fra questi il Trofeo RiLL, riservato ai racconti, che pubblica ogni anno la raccolta di quelli più meritevoli. Il racconto vincitore (della XXVI edizione!) è quello che dà il titolo all’antologia. Quest’anno si tratta di Oggetti smarriti (Acheron Books) di Valentino Poppi.

Alain Voudì è invece il vincitore dell’edizione 2020 del Premio Robot, con Il prezzo del sangue, pubblicato sul numero 89 della storica rivista.

Il racconto vincitore del premio Short-Kipple è Il concorso che non vincerò di Alessandro Gatti, edito singolarmente in ebook. La stessa casa editrice ha assegnato il premio per il miglior romanzo a Eleonora Zaupa, autrice di Giallo come il cielo (Kipple Officina Libraria)

L’atteso Premio Urania è stato conferito a Davide Del Popolo Riolo. Il suo romanzo, Il pugno dell’uomo, è uscito sul numero 1684 di Urania, insieme ai tre racconti finalisti del premio Urania Short, fra i quali il vincitore verrà stabilito in base ai voti dei lettori.

Il Premio Odissea, indetto dalla Delos, è stato assegnato a pari merito a Franci Conforti e Antonino Martino. Per ora è stato pubblicato il romanzo di quest’ultimo, Irene (Delos Digital), mentre quello di Conforti uscirà nel 2021.

Questa carrellata, molto parziale, dà solo un assaggio delle uscite del 2020 che includono altre opere di sicuro interesse. Per un approfondimento rimando al link del blogger Marco Fava, infaticabile cultore del genere